La tregua dei fessi
Washington ha chiesto a Kiev di accettare un cessate il fuoco totale e, in cambio, ha promesso di riaprire i rubinetti dell’assistenza militare.
Washington ha chiesto a Kiev di accettare un cessate il fuoco totale e, in cambio, ha promesso di riaprire i rubinetti dell’assistenza militare.
L’Europa occidentale è purtroppo guidata da “pigmei”, ma gli americani sono strateghi più abili, secondo il politologo.
L’Europa si disgrega mentre NATO vacilla e l’UE, priva di strategia, si aggrappa alla guerra per giustificare il riarmo. Trump tratta con Mosca, l’Europa resta irrilevante.
Il conduttore di Last Week Tonight, John Oliver, analizza la campagna di Trump per la “più grande operazione di deportazione” e le condizioni pericolose dei centri di detenzione per immigrati.
Il miliardario, oggi consigliere di Trump, è cresciuto durante il crollo del dominio bianco, frequentando prima una scuola riservata ai bianchi e poi un istituto più liberale.
Il desiderio di indipendenza dalla Danimarca cresce, mentre la maggior parte dei groenlandesi respinge le proposte statunitensi di acquisire l’isola di ghiaccio.
Gli Stati Uniti stanno ricalibrando la propria posizione, ma in un modo che il mondo non si aspettava.
Il castello di carte sta iniziando a tremare. E chi ha comprato il sogno di Trump come salvatore dell’economia americana, ora si ritrova con il conto da pagare.
La diplomazia di Donald Trump segue le norme e i rituali delle organizzazioni mafiose. L’obiettivo è spartirsi il mondo con le altre due superpotenze autoritarie: la Russia di Putin e la Cina di Xi Jinping. Resta il dubbio fondamentale se l’Unione Europea riuscirà a difendere i valori di un ordine internazionale liberale.
di Francesca Vettori Eh, ma certo, perché uno pensa che l’America sia il Paese delle opportunità, il faro della democrazia, il laboratorio del futuro, e invece si ritrova in un…
Isolare diplomaticamente Mosca non è più una strategia praticabile, ha dichiarato Keith Kellogg.
Tutti si stracciano le vesti perché Trump sta avvicinando la pace in Ucraina più di quanto abbiano fatto i santoni dell’atlantismo progressista in tre anni di carneficina.
Lo spettacolo offerto alla stampa dall’incontro tra Zelensky e Trump sembra emblematico degli ultimi rantoli del partito della guerra. Domandiamoci chi guadagni da questo conflitto e avremo i primi schizzi del mostro.
Secondo il vicepresidente, un accordo con gli Stati Uniti rappresenta una garanzia di sicurezza migliore per Kiev rispetto alle truppe di un Paese che non combatte da decenni.
Illustrando gli obiettivi per il suo secondo mandato, il presidente ha espresso la sua opinione su temi come le tariffe, che non sono supportate da indicatori economici e ricerche.
Il presidente USA si vanta dei “progressi straordinari” della sua agenda a poche settimane dall’inizio del secondo mandato.
La giornata sui mercati si è chiusa con un segnale chiaro: le politiche commerciali dell’amministrazione Trump stanno avendo un impatto immediato e devastante sulla fiducia degli investitori.
La sua nuova ondata di dazi contro Canada, Messico e Cina ha fatto quello che nemmeno la pandemia o le guerre globali erano riuscite a fare in tempi recenti: cancellare di colpo i guadagni post-elettorali di Wall Street e scatenare il panico tra investitori, governi e consumatori.
L’America vuole uscire dal pantano ucraino, Trump è deciso a chiudere i rubinetti. L’Europa si aggrappa disperatamente a una guerra che non può vincere. E nel frattempo, in Medio Oriente, Israele fa quello che vuole.
Il Consigliere per la Sicurezza Nazionale Mike Waltz afferma che Washington vuole un leader a Kiev capace di “trattare con i russi e porre fine a questa guerra”.
I discorsi di J.D. Vance e Pete Hegseth non sono stati solo un attacco verbale agli alleati americani, ma un totale rifiuto di ottant’anni di politica estera degli Stati Uniti.
La guerra dei 30 anni – Il presidente dem avviò il processo d’adesione di Kiev alla Nato. L’ex repubblica era da poco indipendente dall’Urss e Washington l’aveva ricattata per cedere le atomiche a Mosca
Il presidente Donald Trump prevede di imporre dazi del 25% sulle importazioni di acciaio e alluminio, per un valore di circa 50 miliardi di dollari nel 2024. Al Jazeera analizza chi sono i principali fornitori e quali saranno le conseguenze delle nuove tariffe.
Trump inizia a svelare, senza trucco né maquillage, il vero volto degli Usa. Che hanno sempre badato al loro tornaconto, fregandosene di perdite di tempo tipo democrazia, diritto internazionale, principi umanitari, autodeterminazione dei popoli, solidarietà fra alleati.
Il conflitto a Gaza è atroce. Gli Stati Uniti finanziano Israele mentre la comunità internazionale resta passiva. La politica preferisce la guerra alla pace, alimentando l’odio.
Il Dipartimento per l’Efficienza Governativa ha scoperto che ogni anno vengono pagati 100 miliardi di dollari a persone prive di un’identificazione adeguata.
Il procuratore della Corte Penale Internazionale (CPI) Karim Khan sarà sanzionato dagli Stati Uniti
Mentre Trump dà di matto o fa il matto (questo lo vedremo) stravolgendo il mondo dall’oggi al domani, chi dovrebbe reagire è fermo all’età della pietra. Basta leggere l’ultimo giurassico discorso di Mattarella.
È sbalorditivo ascoltare gli esponenti delle due destre (centrodestra e centrosinistra) che scoprono solo ora l’imperialismo USA grazie a Trump, ignorando ciò che era chiaro da decenni a chi osserva con attenzione la geopolitica.
Jeffrey Sachs accusa gli Stati Uniti di guidare il mondo verso il disastro nucleare con politiche arroganti, interventismo e conflitti alimentati globalmente.