Scacco matto
Che la proposta di tregua provvisoria di 30 giorni fosse l’ennesima trappola ai danni della Russia lo avevano capito anche i criceti ubriachi. Non quelli che hanno l’elmetto sul comodino…
Che la proposta di tregua provvisoria di 30 giorni fosse l’ennesima trappola ai danni della Russia lo avevano capito anche i criceti ubriachi. Non quelli che hanno l’elmetto sul comodino…
Washington ha chiesto a Kiev di accettare un cessate il fuoco totale e, in cambio, ha promesso di riaprire i rubinetti dell’assistenza militare.
Trump e Zelensky siglano un’intesa fittizia, Mosca non abbocca. L’Occidente esulta, ma riarmare Kiev svela il vero piano. La guerra continua, la farsa pure.
L’Europa è passata dalla prudenza alla follia bellicista: escalation continua, armi sempre più pesanti, truppe in Ucraina e ora pure il nucleare in vista.
L’Ucraina ha colpito la capitale russa con la più grande ondata di droni kamikaze mai registrata, causando numerosi morti e feriti.
Il leader francese sta valutando l’invio di truppe nel conflitto tra Russia e Ucraina, ma il suo momento da “piccolo imperatore” rischia di trasformarsi in un incubo per molti.
Zelensky stanotte ha lanciato un massiccio attacco di droni direttamente su Mosca. Solo un cretino può fare una cose del genere mentre c’è un dialogo aperto e mentre ha perso irrimediabilmente tutto ciò che c’era da perdere.
Ormai è un classico: i giornaloni scrivono oggi ciò che il Fatto scriveva uno, due, tre anni fa.
Il presidente degli Stati Uniti avrebbe insistito affinché il leader ucraino indice nuove elezioni e, possibilmente, lasci l’incarico.
Sembra ieri che senza l’Ucraina la NATO non potesse più esistere, che la Georgia fosse un pezzo imprescindibile della sicurezza atlantica, che senza questi due paesi saremmo stati spacciati.
Il confronto tra Michele Santoro e il professore Alessandro Orsini nel terzo anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina.
L’economia di Mosca non è implosa, gli oligarchi non si sono ribellati, niente malattia fatale per Putin. L’Ucraina ha la più alta mortalità e la più bassa natalità al mondo. 7 milioni di emigrati.
Torneranno a sventolare le bandiere gialloblù. Erano sparite da un po’, forse perché nel frattempo si stava consumando un genocidio live stream, finanziato e sostenuto dalle nostre tasse, dai nostri voti e dalle nostre politiche nazionali e internazionali.
L’UE vara un piano da 800 miliardi per la difesa, ma tra veti, ipocrisie e diktat di Trump l’unità è solo di facciata. Orban blocca, Berlino si riarma.
La proposta di Von der Leyen viene approvata, ma la dimostrazione di unità sull’Ucraina è offuscata da Viktor Orbán dell’Ungheria.
Trump, Zelensky e gli europei stanno disperatamente cercando di far digerire al pubblico l’amara verità ed evitare le responsabilità.
Rispetto al conflitto russo-ucraino, versione ufficiale vuole che la svolta sia avvenuta in un’ora e mezzo di telefonata tra Trump e Putin.
Secondo il vicepresidente, un accordo con gli Stati Uniti rappresenta una garanzia di sicurezza migliore per Kiev rispetto alle truppe di un Paese che non combatte da decenni.
Volodymyr Zelensky, ha deciso di cambiare copione. Fino a ieri, il presidente ucraino era il fiero guerriero della resistenza, quello che “mai e poi mai” avrebbe trattato con Mosca senza condizioni favorevoli a Kiev. Oggi, invece, scopriamo che è pronto a sedersi al tavolo delle trattative sotto la regia di Donald Trump.
L’America vuole uscire dal pantano ucraino, Trump è deciso a chiudere i rubinetti. L’Europa si aggrappa disperatamente a una guerra che non può vincere. E nel frattempo, in Medio Oriente, Israele fa quello che vuole.
Zelensky confonde “la sua gente” con il battaglione Azov e i suoi sostenitori, e cioè una piccola parte del popolo ucraino, in gran parte residente all’estero.
Molti ancora ignorano l’intera cronologia storica che ha portato a questo conflitto. Questo scontro non nasce con l’invasione russa, ma affonda le sue radici in eventi ben più recenti, non in epoche remote.
Il teatrino del bene contro il male non regge più. Gli USA scaricano Zelensky perché la guerra non conviene più. L’Europa, servile con Washington, ora finge autonomia.
Ora che gli americani hanno voltato pagina e Trump ha fatto capire chiaramente che l’Ucraina non è più un loro problema, i leader europei si guardano spaesati e si domandano: e adesso?
Buttare miliardi su miliardi di dollari su Kiev si è rivelata una truffa così colossale che nessuno sembra nemmeno conoscere l’importo esatto.
Zelensky resta sospeso tra il voler difendere l’Ucraina e il non poter tradire chi gli ha dato fiducia. Per ora tiene duro, per ora resiste. Ma fino a quando?
Quello che sta succedendo è che l’Occidente sta conducendo l’Ucraina lungo un sentiero ingannevole, e il risultato finale sarà che l’Ucraina verrà distrutta.
Siamo entrati in guerra, però nessuno lo ha mai detto. Nessuno ha mai spiegato quale fosse il nostro obiettivo in quella guerra.
Mentre Trump e Putin continuano a mettere a punto i dettagli della loro spartizione dei gioielli di famiglia dell’Ucraina (al primo le sue risorse minerarie al secondo il Donbass), c’è…
Il fatto che l’Unione Europea persista scioccamente nel supportare Kiev ormai sconfitta è emblematico dell’atteggiamento autodistruttivo del costrutto tecnocratico di Bruxelles, simbolo perfetto del nichilismo dell’odierno Occidente