Meloni attende istruzioni dai padroni a Washington

Oggi a Londra i leader europei si sono riuniti sull'Ucraina. Si parla ancora di armi su armi.

di Giuseppe Conte

Oggi a Londra i leader europei si sono riuniti sull’Ucraina. Si parla ancora di armi su armi. Missili e miliardi da Londra per l’Ucraina; la Presidente Von der Leyen – sostenuta da Meloni e centrosinistra europeo – che ormai affida lo sviluppo europeo a un massiccio piano di investimenti militari; l’accenno a un piano di pace di Gran Bretagna e Francia per l’Ucraina. E Meloni? Di fatto, non pervenuta. Attende istruzioni da Washington: prima del vertice ha provato a telefonare a Trump ma le istruzioni non sono ancora chiare, ha anticipato che volerà presto a Washington per farsi spiegare meglio. Nel frattempo spara il primo pensiero che le passa per la testa, anche il più balzano, come l’applicazione dell’art. 5 per l’Ucraina senza ingresso nella Nato. Il che significherebbe esonerare l’Ucraina dagli obblighi dell’Alleanza ma riconoscerle il diritto di portarci in guerra. Piuttosto venga subito in Parlamento a spiegare la posizione che porterà al Consiglio europeo del 6 marzo dopo essersi impegnata finora solo per aumentare a dismisura le spese militari.

Abbiamo diritto di discutere e sapere, senza giochi di prestigio e prese in giro, dopo anni di fallimenti. Se l’Europa, con l’Italia in testa, si fosse mossa da subito per negoziati di pace, come chiedevamo anni fa, oggi saremmo protagonisti, avremmo accordi più vantaggiosi per l’Ucraina, avremmo evitato morti e distruzione, spese in armi e danni economici per il nostro Paese, che paghiamo salatamente anche in bolletta con famiglie e imprese sul lastrico.

La Premier ci ha detto come un disco rotto che dovevamo mandare armi su armi e che “scommetteva” sulla vittoria contro la Russia. Solo un mese e mezzo fa sosteneva che la Russia si era “impantanata”. Purtroppo la “scommessa” è persa. Ma non la sta pagando lei. Lei, di fronte al fallimento di questa strategia, gioca ora a nascondino. Venga in Aula a chiedere scusa agli italiani, a spiegare se esiste una posizione unitaria nel suo Governo – visti gli stracci che volano in maggioranza – e venga a dirci come intende rimediare ai fallimenti. Senza aspettare istruzioni da Washington!

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