Ah, che sorpresa! Il grande attore della geopolitica internazionale, Volodymyr Zelensky, ha deciso di cambiare copione. Fino a ieri, il presidente ucraino era il fiero guerriero della resistenza, quello che “mai e poi mai” avrebbe trattato con Mosca senza condizioni favorevoli a Kiev. Oggi, invece, scopriamo che è pronto a sedersi al tavolo delle trattative sotto la regia di Donald Trump. Cos’è successo? Una conversione improvvisa sulla via di Damasco? Macché. È successo che Trump ha chiuso il rubinetto dei dollari e delle armi. E, improvvisamente, la fermezza granitica di Zelensky si è sciolta come neve al sole.
Facciamo un passo indietro. Lunedì, il tycoon americano – che di certo non brilla per diplomazia, ma ha un fiuto da squalo – ha ordinato lo stop immediato agli aiuti militari a Kiev. Un messaggio chiarissimo: se vuoi il nostro appoggio, smettila di giocare alla guerra e comincia a parlare di pace. Ecco quindi Zelensky che, il giorno dopo, come un soldatino obbediente, si precipita su X a scrivere parole che fino a ieri avrebbe definito “tradimento”. “Siamo pronti a lavorare velocemente per porre fine alla guerra”, ha dichiarato, con un tono che sa più di resa che di disponibilità diplomatica. E ha perfino lanciato un ramoscello d’ulivo a Mosca, parlando di scambi di prigionieri e tregue temporanee.
La svolta è clamorosa, ma tutt’altro che sorprendente. Da tempo si sapeva che la posizione intransigente di Kiev era sostenuta solo dall’ossigeno fornito dagli americani e dagli europei. E il grande bluff è stato smascherato nel peggiore dei modi: con Trump che, senza troppi giri di parole, ha umiliato Zelensky in pubblico, accusandolo di ingratitudine e, peggio ancora, di “giocare con la Terza Guerra Mondiale”. Traduzione: basta fare la marionetta di Biden, ora si gioca secondo le regole di The Donald.
Ma attenzione, perché il dietrofront non è indolore. Solo domenica, lo stesso Zelensky si era lasciato scappare davanti ai giornalisti che “un accordo per porre fine alla guerra è ancora molto, molto lontano” e che nessuno aveva ancora iniziato “passi concreti”. Meno di ventiquattro ore dopo, la sua narrativa è cambiata radicalmente. Evidentemente, è bastata una telefonata dalla Casa Bianca per far capire al leader ucraino che senza i soldi e i missili americani, la sua guerra “fino alla vittoria” diventa solo un miraggio.
E da Mosca? Silenzio calcolatore. Peskov, il portavoce del Cremlino, si è limitato a un commento diplomatico: “Pronti? Bene, è positivo”. Nessuna esultanza, nessun entusiasmo. Perché la Russia sa benissimo che il gioco non è ancora chiuso. Putin non ha mai chiuso la porta ai negoziati, ma ha sempre detto chiaramente che non accetterà una semplice tregua di facciata per permettere a Kiev di riorganizzarsi. Mosca vuole una pace vera, che riconosca le “cause profonde” del conflitto, ovvero l’espansione della NATO e l’uso dell’Ucraina come avamposto strategico contro la Russia.
Il punto, infatti, è proprio questo. Per mesi, Zelensky ha raccontato al mondo che questa era una battaglia di libertà, di democrazia contro l’autocrazia, di resistenza eroica contro l’invasore. Ora, con un semplice clic di Trump, scopriamo che tutta questa narrazione era un castello di carte. Senza il sostegno americano, non c’è più né eroismo né resistenza: c’è solo la cruda realtà di un paese che non può permettersi di andare avanti senza l’appoggio esterno.
E l’Europa? Starmer e Macron si affrettano a proporre una tregua temporanea, che probabilmente non interessa a nessuno. La verità è che, nel momento in cui Trump ha tolto l’osso, il castello di Kiev ha iniziato a scricchiolare. Se questa è la svolta che porterà alla pace o solo un disperato tentativo di guadagnare tempo, lo scopriremo presto. Di certo, un fatto è ormai evidente: senza il dollaro americano, anche il più inflessibile dei guerrieri diventa improvvisamente un pacifista.
* * *
Ecco il testo completo del suo post su X:
Volodymyr Zelenskyy / Володимир Зеленський @ZelenskyyUa
Vorrei ribadire l’impegno dell’Ucraina per la pace.
Nessuno di noi vuole una guerra senza fine. L’Ucraina è pronta a sedersi al tavolo delle trattative il prima possibile per rendere più vicina una pace duratura. Nessuno desidera la pace più degli ucraini. Il mio team ed io siamo pronti a lavorare sotto la forte leadership del Presidente Trump per ottenere una pace che duri.
Siamo pronti a lavorare rapidamente per porre fine alla guerra, e le prime fasi potrebbero includere il rilascio dei prigionieri e una tregua nei cieli – divieto di missili, droni a lungo raggio, bombardamenti sulle infrastrutture energetiche e su altri obiettivi civili – e una tregua in mare immediata, se la Russia farà lo stesso. Poi vogliamo procedere molto velocemente con tutte le fasi successive e lavorare con gli Stati Uniti per raggiungere un accordo finale solido.
Apprezziamo davvero molto ciò che l’America ha fatto per aiutare l’Ucraina a mantenere la propria sovranità e indipendenza. E ricordiamo il momento in cui le cose sono cambiate quando il Presidente Trump ha fornito all’Ucraina i missili Javelin. Siamo grati per questo.
Il nostro incontro a Washington, alla Casa Bianca venerdì, non è andato come avrebbe dovuto. È deplorevole che sia andata così. È tempo di rimediare. Vorremmo che la futura cooperazione e comunicazione fossero costruttive.
Per quanto riguarda l’accordo su minerali e sicurezza, l’Ucraina è pronta a firmarlo in qualsiasi momento e in qualsiasi formato conveniente. Vediamo questo accordo come un passo verso una maggiore sicurezza e solide garanzie di sicurezza, e spero sinceramente che funzioni in modo efficace.
4:37 PM – 4 marzo 2025
* * *
Volodymyr Zelenskyy / Володимир Зеленський @ZelenskyyUa
I would like to reiterate Ukraine’s commitment to peace.
None of us wants an endless war. Ukraine is ready to come to the negotiating table as soon as possible to bring lasting peace closer. Nobody wants peace more than Ukrainians. My team and I stand ready to work under President Trump’s strong leadership to get a peace that lasts.
We are ready to work fast to end the war, and the first stages could be the release of prisoners and truce in the sky — ban on missiles, long-ranged drones, bombs on energy and other civilian infrastructure — and truce in the sea immediately, if Russia will do the same. Then we want to move very fast through all next stages and to work with the US to agree a strong final deal.
We do really value how much America has done to help Ukraine maintain its sovereignty and independence. And we remember the moment when things changed when President Trump provided Ukraine with Javelins. We are grateful for this.
Our meeting in Washington, at the White House on Friday, did not go the way it was supposed to be. It is regrettable that it happened this way. It is time to make things right. We would like future cooperation and communication to be constructive.
Regarding the agreement on minerals and security, Ukraine is ready to sign it in any time and in any convenient format. We see this agreement as a step toward greater security and solid security guarantees, and I truly hope it will work effectively.
4:37 PM – Mar 4, 2025