Ieri in mondovisione Trump ha preso a pesci in faccia Zelensky e lo ha mandato via. “Quando sarai pronto per la pace” – ha tuonato. Di fatto il leader del Paese aggredito, finora difeso ad oltranza dall’UE, è stato umiliato da un presidente USA che l’altro giorno ha definito l’Unione Europea come uno strumento nato per truffare l’America. Unire i puntini per tracciare il disegnino non è poi così complicato…
Le cose proprio bene non stanno e penso che nonostante lo voglia dissimulare, lo sappia bene pure Giorgia Meloni, che ieri ha scritto un post in politichese evocando un incontro USA, UE, Ucraina.
Ma quello che mi fa veramente impressione sono i “fozzagioggia” che dopo aver visto quanto accaduto ieri pensano veramente che Meloni possa influire più di un acino di riso soffiato nelle questioni di interesse di un uomo che si ritrova a capo di una super potenza e che certamente si trova in uno stato di delirio di onnipotenza, ma persegue pure “lucidamente” obiettivi economici per una Nazione a cui ha promesso la fine della guerra, benessere e prosperità. D’altronde Trump non può rischiare l’unione solida Russia/Cina e quindi tratta sacrificando Kiev. Non sarà certo Anita Garibaldi della Garbatella a potergli dire come pettinare il ciuffo!
In quanto all’Occidente e ai suoi valori, oltre alle facili considerazioni sulla prepotenza e il bullismo dí Trump, sarebbe prioritario ricordare che le migliaia di morti delle guerre di potere cadono sotto le armi. Alla domanda “chi le manda?”, la politica risponda e si chieda ad oggi quali valori incarna e quali voglia, in futuro, rappresentare veramente.
La riflessione doverosa è che questa faccenda purtroppo rischia di avvantaggiare Putin nel complesso negoziato che Trump ha avviato. Ai grossolani errori di Trump non si sommino grossolani errori dell’Unione Europea. Il negoziato resta l’unica via d’uscita possibile da questa guerra; l’alternativa è proseguire la folle strategia dell’escalation militare, delle armi a oltranza ed in un futuro prossimo dell’invio di soldati europei.
Marianna Ricciardi